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Alle origini della Taranta
3 luglio 2011 - Quaremme
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- Pubblicato Sabato, 04 Febbraio 2012 15:40
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3 luglio 2011 - La figghia de lu rre
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- Pubblicato Sabato, 04 Febbraio 2012 15:39
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3 luglio 2011 - Rinascita
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- Pubblicato Sabato, 04 Febbraio 2012 15:26
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Rosa Paeda - Piccola Follia
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- Pubblicato Sabato, 04 Febbraio 2012 15:10
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Cinque miti da sfatare sulla pizzica
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- Pubblicato Giovedì, 24 Novembre 2011 20:18
- Scritto da davide@taranta.eu
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1) La tecnica di accompagnamento della pizzica col tamburello è una sola: quella eseguita con la rotazione del polso.
FALSO: Salvatora Marzo suonava la pizzica col pugno chiuso, probabilmente battendo la pelle alternativamente con il pugno e col polso e muovendo la mano sinistra per far risuonare i cimbali. A volte le terzine erano prodotte facendo vibrare la pelle sulla punta delle dita e la botta era data col palmo aperto. La tecnica con rotazione è stata probabilmente inventata dalla famiglia dei Mighali (detti Zimba) e si è imposta poi come standard in virtù della notorietà dei suonatori di Aradeo.
2) Il tarantismo si curava suonando soltanto la pizzica.
FALSO: Carpitella ha dimostrato che si usavano spesso nenie funebri, o anche altre tipologie di canto ballabile diverse dalla pizzica.
3) La maggioranza dei contadini, fino a pochi decenni fa, ballava la pizzica.
FALSO: coloro che ballavano la pizzica alla metà del secolo scorso erano una ristretta minoranza. La maggioranza, anche tra i contadini, preferiva i balli americani in voga in quegli anni, o addirittura il liscio romagnolo. Lo stesso Luigi Stifani, alle feste di paese, suonava più spesso il pop che la musica locale (era anche un ottimo chitarrista).
4) La pizzica esisteva solo nel Salento
FALSO: esistono molte pizziche dell'area barese e tarantina. Ci sono anche pizziche Arberesh, della comunità albanese di Puglia, che erano ballate con figure coreutiche completamente diverse da quelle della pizzica bassosalentina.
5) Nella pizzica tradizionale non ci si toccava mai
FALSO: osservazioni sul campo e testimonianze storiche mostrano che i ballerini, nelle fasi di rotazione ravvicinata, spesso si tenevano per mano; in alcuni paesi, si tenevano reciprocamente un braccio sul fianco e così legati facevano una o due piroette, prima di allontanarsi di nuovo.

